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Il nostro addio a Gioacchino Di Martino

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Gioacchino, un custode della memoria, della natura e dell’identità della Costiera Amalfitana

Oggi ,11 giugno 2026, ci ha lasciati Gioacchino Di Martino.
Oltre la commozione per la perdita e il dolore dell’addio, ricordarlo significa innanzitutto rendere omaggio a una figura che ha saputo dedicare passione, competenza e impegno civile alla tutela della natura e, in modo particolare, della Costiera Amalfitana.

La sua vita pubblica è stata attraversata da un profondo amore per il territorio: per i suoi paesaggi, per la sua storia, per la sua biodiversità, per le sue comunità e per quella fragile armonia che rende la Costa d’Amalfi un luogo unico al mondo.

Ambientalista e protagonista attivo del mondo culturale amalfitano, Gioacchino Di Martino ha rappresentato una voce autorevole e generosa per quanti credono che ciò che chiamiamo, per sintesi, paesaggio sia un bene comune da conoscere, difendere e tramandare.

Gioacchino ha unito la proprio radicata sensibilità civile con una profonda attenzione per la storia e l’identità dei luoghi. Il suo impegno culturale si è espresso in modo significativo anche attraverso il ruolo di vicepresidente del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, istituzione impegnata nella conservazione, nello studio e nella valorizzazione della memoria storica della Costa d’Amalfi.

In questo ambito, il suo contributo di cittadino consapevole ci lascia la memoria di una persona capace di leggere il territorio come un intreccio vivo di natura, storia, lavoro umano, tradizioni, paesaggio e comunità.

Accanto all’impegno culturale, ha svolto un ruolo di primo piano nella difesa dell’ambiente. Negli anni 80 e 90 del secolo scorso fu tra i principali attivisti della sezione Costiera Amalfitana del WWF, contribuendo a una stagione importante di partecipazione civile, vigilanza ambientale e sensibilizzazione pubblica. Il suo nome poi è stato continuamente legato al WWF a conferma di una dedizione costante alla protezione della natura e del paesaggio costiero.

Il suo ambientalismo è stato concreto, di presenza, attenzione e responsabilità; a difesa di tutti quegli elementi culturali, naturalistici e paesaggistici che compongono l’anima più autentica della Costiera Amalfitana.

Infatti è stato anche tra i soci fondatori del Club per l’Unesco di Amalfi, confermando la sua visione ampia e lungimirante: la tutela del territorio non può essere separata dalla cultura, dalla memoria e dall’educazione alla bellezza.

Per Gioacchino, proteggere la Costiera significava anche viverla, percorrendone i sentieri più noti e quelli meno conosciuti; raccontarla, studiarla, farla conoscere e trasmetterne il valore alle nuove generazioni.

A lui si deve, alcuni anni fa, la primaria richiesta di valorizzazione della Via degli Eremiti, un suggestivo sentiero che congiunge la Valle del Demanio con il promontorio di Capodorso.

Tra gli aspetti più significativi del suo percorso va ricordato inoltre il ruolo svolto come uno dei fondatori del Comitato “Tuteliamo la Costiera Amalfitana”. Questa esperienza testimonia con forza la sua capacità di trasformare la preoccupazione per il futuro del territorio in azione concreta, partecipazione e impegno collettivo.

Il nostro Comitato nacque dalla consapevolezza che la Costiera Amalfitana, proprio perché preziosa e fragile, ha bisogno di cura continua, di vigilanza e di cittadini pronti a difenderla da ogni forma di abbandono, consumo indiscriminato, speculazione o perdita di identità.

In questa battaglia civile, Gioacchino Di Martino fu tra coloro che seppero indicare una strada fatta di responsabilità, conoscenza e amore per il bene comune.

La sua figura rimane legata a una concezione alta della cittadinanza: non restare indifferenti, non considerare il paesaggio come qualcosa di scontato, non separare mai la tutela dell’ambiente dalla dignità delle comunità che lo abitano.

In lui convivevano la passione dello studioso, la sensibilità dell’ambientalista e la fermezza del cittadino attivo.

Da Gioacchino Di Martino possiamo ricevere il fondamentale insegnamento che la Costiera Amalfitana è  un patrimonio vivo da tutelare: fatto di storia, natura, memoria, lavoro, identità e futuro. Questa nostra memoria vuole essere un segno di gratitudine profonda verso Gioacchino e il suo esempio di impegno culturale, ambientale e civile. La sua eredità appartiene a chi lo ha conosciuto, ma anche a tutti coloro che continuano a credere nella difesa della Costiera Amalfitana come patrimonio comune, fragile e universale.

Il lascito di Gioacchino, nel solco di una strada tracciata anni fa insieme ad altre figure preminenti come Carmine Conforti, continua a vivere nell’idea che la tutela della Costa d’Amalfi non sia semplice conservazione del passato, ma responsabilità concreta verso il presente e il futuro. In generale, difendere la natura, la memoria e la cultura significa, in sostanza, difendere la nostra stessa umanità e custodire il futuro delle nuove generazioni.

Comitato “Tuteliamo la Costiera Amalfitana”

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Istanza operativa di sicurezza stradale per la SS163 – dal Gruppo Civico “UNITI PER MAIORI”

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Muovendo dalle evidenze e dalle preoccupazioni civiche già espresse nella documentazione trasmessa dal nostro Comitato “Tuteliamo la Costiera Amalfitana”, e in continuità con le proposte in essa contenute, il Gruppo Civico “Uniti per Maiori”, alla luce del dissesto idrogeologico che interessa i versanti prospicienti la SS163 e delle conseguenti criticità per la sicurezza della viabilità, presenta una proposta strutturata che si colloca nell’alveo delle competenze della Regione Campania, dei soggetti attuatori e degli enti territorialmente coinvolti.

LEGGI SEGUENDO IL LINK

Istanza operativa per la sicurezza stradale della SS163 Amalfitana

GUARDA IL VIDEO

 

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Referendum tardivo o rallentato? Democrazia calpestata.

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Prendiamo atto della dichiarazione di non ammissibilità resa dalla Commissione referendaria del Comune di Maiori sul referendum abrogativo relativo a tunnel e depuratore. Proprio perché si tratta di una decisione che incide su un diritto di partecipazione previsto dagli strumenti comunali, chiediamo fin da subito che siano pubblicati integralmente: verbali, motivazione, atti richiamati e istruttoria tecnica e finanziaria.

La pronuncia riguarda l’ammissibilità dello strumento referendario, non stabilisce che tunnel e depuratore siano “giusti” o “sbagliati”, né risolve le questioni ambientali, urbanistiche e di sicurezza che da anni, come Comitato Tuteliamo la Costiera Amalfitana, poniamo all’attenzione della comunità e degli enti competenti.

C’è da chiarire inoltre che la richiesta di referendum risulta presentata nell’agosto 2024; da allora il procedimento ha attraversato un contenzioso e una sequenza di atti che hanno portato all’insediamento della Commissione solo nel dicembre 2025, con rilievi giudiziari sulle criticità procedurali e sulle competenze.  Se oggi si sostiene che il referendum sarebbe “tardivo”, è indispensabile spiegare in modo analitico quali passaggi procedurali avrebbero reso impossibile ogni effetto utile e, soprattutto, perché ciò non sia dipeso anche, ma diciamolo, e soprattutto da scelte e tempi dell’amministrazione.

Inoltre, se l’inammissibilità si fonda sulla mancanza di un regolamento comunale vigente, la comunità, tanto invocata dal sindaco, ha diritto di sapere:

  • perché tale regolamento, comunque preesistente, non sia stato adeguato in 10 anni di amministrazione Capone;
  • quali norme statutarie renderebbero impraticabile ogni procedura in assenza di regolamento, visto che in tal caso subentra e vige lo Statuto;
  • quali misure l’Ente abbia messo in campo per garantire comunque effettività e certezza procedurale.

Anche il richiamo ai principi di finanza pubblica e all’equilibrio di bilancio è serio e vincolante. Proprio per questo non può restare una formula astratta: va dimostrato con atti, relazioni e quantificazioni.

Chiediamo che siano resi pubblici: i pareri del responsabile finanziario e dei revisori (ove fossero stati acquisiti per dare fondatezza alla tesi), le stime delle eventuali penali/indennizzi, il nesso giuridico che renderebbe tali costi certamente imputabili al bilancio comunale. Senza questi elementi, l’argomento “dissesto finanziario” resta, per lo meno, non verificabile; detto in vernacolo: “chiacchiere vacant’”.

Nelle dichiarazioni del Sindaco si afferma che, per la galleria, l’iter sarebbe ancora in fase “embrionale”. Tuttavia, dagli atti ricostruiti emerge un avanzamento significativo (bando in appalto integrato nel 2022 e avvio del procedimento espropriativo nel dicembre 2025).

Opera “embrionale” o iter già consolidato? Se l’opera è “embrionale”, è doveroso spiegare perché si parli, al contempo, di irreversibilità e di costi tali da mettere a rischio l’equilibrio dell’ente. Se invece l’iter è avanzato, la priorità diventa garantire massima trasparenza e partecipazione informata. Tra Sindaco e Commissione auspichiamo un chiarimento e… un ri-allineamento di pareri!!!

Infine, rispediamo al mittente, almeno per conto del nostro Comitato, l’idea che la partecipazione civica sia “dissenso di pancia” o manovra elettorale: la richiesta di referendum e le iniziative civiche sono state ricondotte in più sedi alla loro piena legittimità e dignità democratica.

Chi ha tradito le fondamenta del confronto democratico è stato il Sindaco e la sua maggioranza in Consiglio comunale, con la delibera 37 del 26.09.2024 dichiarata illegittima con sentenza passata in giudicato.

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