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IL FUTURO È SOSTENIBILITÀ.

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Il nostro Comitato ha realizzato un reportage video che mette in luce le criticità del sistema di depurazione consortile di Maiori, analizzando l’impatto ambientale dell’attuale progetto e proponendo una valida alternativa ecosostenibile.

Il video prova a riassumere in circa 30 minuti i punti salienti di un accurato lavoro di indagine e documentazione che il Comitato ha condotto in questi anni, con l’aiuto determinante di alcuni ex amministratori di Maiori che hanno contributo in modo determinante a costruire la base tecnica e documentale necessaria per la battaglia ancora in corso e non ancora persa.

L’analisi del reportage si concentra principalmente sull’insostenibilità urbanistica e ambientale del progetto, il quale, tra l’altro, impiega tecnologie non in armonia con l’ecosistema fragile della Costiera Amalfitana.

Il video evidenzia come l’innovazione e l’adozione di tecnologie avanzate, come sistemi di filtraggio di ultima generazione e trattamenti biologici, possano migliorare i processi di depurazione riducendo l’impatto ambientale.

La soluzione alternativa proposta non solo svolge un ruolo essenziale nella protezione della biodiversità marina, ma contribuisce anche in modo significativo alla salute e al benessere della comunità locale, garantendo un costante monitoraggio delle acque reflue e mantenendo il mare pulito e sicuro per tutti.

Il reportage, accessibile su YouTube, cerca di evidenziale l’importanza di unire tecnologia e responsabilità ambientale nel trovare soluzioni efficaci ai problemi ecologici di oggi, sottolineando la necessità di anteporre il bene comune agli interessi particolari.

In conclusione è un invito a non accettare a priori, passivamente, la costruzione di una “cattedrale di liquami” inutile e potenzialmente maleodorante, che tra l’altro comporterebbe un traffico costante di fanghi da smaltire; una ulteriore esortazione a firmare e sostenere la petizione in atto, rivolta agli enti incaricati di emettere i pareri decisivi sul progetto.

Per firmare la petizione: https://chng.it/rVQcL4qRkh

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Comunicato stampa

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In un recente servizio dell’emittente pubblica regionale (17/02/2024) è stato affermato che Maiori sarebbe priva  di un impianto di depurazione e che effettuerebbe scarichi direttamente a mare, affermando così una tesi  erronea, quasi che i liquami escano da un tubo direttamente sul bagnasciuga.

Questa narrazione  contrasta con i dati reali  basati su documenti ufficiali e sentenze giudiziarie recenti che confermano che l’impianto esistente a Maiori opera con un’efficienza riconosciuta legalmente (da una sentenza passata in giudicato).

A rafforzare queste tesi c’è il caso Laigueglia, comune ligure insignito della Bandiera blu la scorsa estate, che ha lo stesso sistema depurativo di Maiori, cioè una condotta sottomarina ma rafforzata dal sistema MUDS, sistema poco costoso e di facile realizzazione che il comitato Tuteliamo la Costiera amalfitana e il Coordinamento cittadino sulla depurazione hanno proposto al comune di Maiori attraverso le forze di opposizione, sollecitandone più volte la realizzazione anche a mezzo stampa. Questo semplice sistema di depurazione rende inutile la costruzione di un mega depuratore che così come congegnato impatterebbe pericolosamente sull’ambiente, come è stato evidenziato in più occasioni dal Comitato.

I punti chiave della nostra proposta.

Efficienza degli Impianti Esistenti. Contrariamente a quanto suggerito nel servizio televisivo, documenti ufficiali attestano l’efficacia degli impianti di trattamento in uso, con particolare riferimento alle capacità di gestione e trattamento delle acque reflue che rispettano le normative vigenti.

Impatto Ambientale e Alternative Sostenibili. Mentre la narrazione politica riportata dalla televisione pone l’accento su presunte inefficienze, la nostra petizione propone un approccio diverso, sottolineando l’importanza di esplorare alternative sostenibili come il sistema MUDS per la purificazione naturale marina, che offre un’opzione meno invasiva rispetto alla costruzione di nuovi impianti.

Trasparenza e Partecipazione Pubblica. La nostra iniziativa evidenzia la necessità di un dialogo aperto e partecipativo sulle decisioni che riguardano la gestione delle risorse naturali e il benessere delle nostre comunità, in contrasto con le informazioni a senso unico opportunamente veicolate.

 

In conclusione, mentre riconosciamo l’importanza di mantenere elevati standard ambientali e di trattamento delle acque, riteniamo fondamentale basare ogni discussione su dati verificati e considerare tutte le alternative disponibili per proteggere il nostro prezioso ecosistema costiero.

Il comitato “Tuteliamo la Costiera Amalfitana” rimane impegnato a promuovere pratiche sostenibili e trasparenti, invitando cittadini, enti locali e stakeholder a unirsi al dialogo costruttivo per il futuro del nostro Territorio.

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UNA GALLERIA INUTILE CHE RISCHIA DI DIVENTARE UN SERIO PROBLEMA AMBIENTALE

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La segnalazione presentata, da tre cittadini di Minori, alla Procura della Repubblica e ad altre autorità competenti riguardo all’esistenza di enormi cavità sotterranee nel tratto di strada che collega Minori e Maiori, e le preoccupazioni relative alla realizzazione della galleria in quella zona, dovrebbero innescare, come conseguenza logica in uno Stato di Diritto, diverse considerazioni e azioni da parte delle autorità interpellate, non esclusa la revoca della decisione di procedere alla costruzione della galleria.

Considerando inoltre che nella zona, e in prossimità dell’imbocco previsto per la galleria, esiste un’altra grotta,  quella dell’Annunziata, che è stata dichiarata monumento nazionale con vincolo ambientale sin dal 1990, ciò dovrebbe aumentare considerevolmente l’impegno per la salvaguardia dell’area da parte delle Autorità competenti o interpellate nel citato esposto. Per cui si rende necessaria e consequenziale la attivazione di studi geologici dettagliati per valutare la stabilità del terreno e l’impatto delle cavità sotterranee sulla sicurezza strutturale della galleria progettata. Questo potrebbe includere la mappatura delle cavità e l’analisi dei rischi di frane o crolli. Oltre ovviamente ad una valutazione di carattere speleologico sul valore ambientale delle cavità esplorate.

Inoltre, data la memoria di eventi alluvionali storici e la presenza di beni artistico-monumentali e anche di alto valore ambientale, come i terrazzamenti, dovrebbero essere intraprese azioni per preservare e proteggere il patrimonio culturale e ambientale dell’area.Valutazioni approfondite dovrebbero spontaneamente essere fatte, dagli Enti preposti, sull’impatto che la costruzione della galleria potrebbe avere sul monumento nazionale vincolato e sull’ecosistema circostante oltre che sul paesaggio, oggetto di vincolo, sicuramente minacciato dalla realizzazione di  una struttura  invasiva e complessa. Questo implica non solo considerazioni geologiche, ma anche storiche e culturali. Le autorità locali dovrebbero collaborare strettamente con il Ministero della Cultura per assicurarsi che tutte le misure prese rispettino i vincoli imposti sulla Grotta dell’Annunziata, su altre aree protette e sulle cavità da esplorare e catalogare.

E’ indubbio che  il progetto presenta rischi eccessivi per il monumento nazionale e l’ambiente circostante, o anche per la zona oggetto di vincolo, le autorità potrebbero valutare alternative al progetto della galleria, compresa la possibilità di non procedere con la costruzione. Inoltre non è noto se le cavità individuate, non ancora oggetto di adeguata esplorazione e analisi speleologica e geologica, possano costituire anch’esse arricchimento del patrimonio ambientale e culturale.

La presenza di un monumento nazionale vincolato avrebbe già dovuto comportare una valutazione negativa circa la scelta della realizzazione della galleria, allontanando il pericolo di compromettere il patrimonio culturale e naturale dell’area. Un buco artificiale accanto alla Grotta dell’Annunziata è già da solo una grave effrazione al paesaggio e all’area vincolata, e di ciò non si è tenuto minimamente conto.

Inoltre sono auspicabili opportune indagini che accertino la mancanza di qualunque irregolarità nelle procedure di approvazione o nell’attuazione del progetto della galleria; sarebbe necessario un rafforzamento delle normative di costruzione e sicurezza in aree con simili peculiarità geologiche e ambientali.

In un Paese democratico e civile, membro della Unione Europea e rispettoso delle normative sovra-nazionali,  le comunità locali vanno coinvolte nel processo di revisione e decisione, tenendo conto delle loro preoccupazioni e suggerimenti, per garantire che le decisioni prese siano a beneficio e con il consenso delle stesse.

Segnali contrastanti e contradditori, ci fanno ritenere che sia importante sottolineare ed evidenziare quanto detto. Concetti che, al contrario, dovrebbero essere impliciti e sottintesi nell’azione della Pubblica Amministrazione, come anche oggetto di costante menzione e attenzione da parte di quelle forze politiche e rappresentanti istituzionali sensibili a queste problematiche.

La meritoria iniziativa degli estensori dell’esposto ci rafforza nella convinzione che la partecipazione dei cittadini possa cambiare il corso delle cose, e soprattutto ridimensionare la tracotanza con cui alcuni soggetti istituzionali interpretano il loro mandato di rappresentanza, addivenendo ad una gestione quasi privatistica della “Res publica”.

Comitato “Tuteliamo la Costiera amalfitana”

 

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