L’UTILITA’ DEI DEPURATORI: AUTOREVOLI PARERI.

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(estratto dall’allegato alla delibera del Consiglio Comunale di Maiori n. 49 del 12.10.2021)

Ci sono autorevoli pareri di esperti che spiegano in maniera chiara come il problema- depurazione può essere risolto anche in maniera diversa, meno invasiva, senza costi che andrebbero a ricadere sui cittadini contribuenti (in termini di bollette) e senza realizzare mega impianti, che nel nostro caso sarebbe anche sottodimensionato, volendo collettare anche i reflui di Atrani, Ravello, Scala, Tramonti.

La possibilità di soluzioni alternative e sostenibili si evince da una relazione dell’Università Federico II di Napoli firmata dai professori Francesco Aliberti ed Enrico Gargiulo ed avente ad oggetto “Acque reflue nei Comuni dell’isola d’Ischia: proposte operative per la rapida soluzione delle problematiche relative all’impatto ambientale degli scarichi urbani e termali”.

Nel documento Aliberti e Gargiulo scrivono che “a nostro avviso, quanto sopra riportato e con forza segnalato nelle varie riunioni tenutesi sul tema in Regione Campania, è una priorità non prontamente e operativamente accolta: perciò riteniamo utile che sia sollecitato il Ministero dell’Ambiente, competente in materia, ad una riunione   per la revisione della finalità dell’operato del commissario straordinario per la depurazione.”.

I due professori insistono nel rimarcare i vantaggi dello smaltimento attraverso le condotte sottomarine e scrivono tra l’altro che “per mitigare ulteriormente l’impatto antropico le tecniche di smaltimento in mare, da diversi decenni, sin sono evolute nelle condotte sottomarine già in uso consolidato nel mondo. Questa tecnica si è rivelata fruttuosa allorquando le condotte sono ben progettate e ancorate a regola d’arte ai fondali marini. Infatti il rilascio di liquami, prettamente urbani, portati a distanza dalla costa ed al di sotto del termoclino comporta la loro rapida diluizione negli stati profondi, nei quali l’auto depurazione naturale continua ad agire con benefici effetti sulla flora e fauna marina in aree che non interferiscono con la fruibilità dell’ambiente marino incrementando la numerosità e la diversità delle biocenosi, e quindi anche la pescosità, con la conseguente salvaguardia della fascia marina costiera e completando così la filiera della depurazione.”.

Sempre gli esperti dell’Università Federico II osservano ancora che la tecnologia di smaltimento attraverso condotte prevede tempi di costruzione di gran lunga più brevi di quelli richiesti per un impianto di trattamento e che la gestione di una condotta è di gran lunga semplificata rispetto a quella richiesta da un impianto di depurazione.

Sulle “controindicazioni” che presentano i depuratori i professori Aliberti e Gargiulo scrivono infatti: “Di contro gli impianti di depurazione, pur essendo indispensabili per la mitigazione degli impatti dei reflui urbani e soprattutto per quelli industriali, presentano rispetto alle condotte sottomarine: tempi lunghi per la realizzazione; costi notevoli; gestione assidua, complessa e onerosa; produzione di fanghi residui, in notevole quantità, da smaltire separatamente; impatto notevole in termini di Co2 prodotta, nelle varie fasi di realizzazione e gestione routinaria”.

Insomma, ci sono una serie di controindicazioni ambientali e anche economiche, che soprattutto andrebbero inevitabilmente a influire (e ovviamente in termini negativi) sulle tasche dei cittadini di Maiori e anche degli altri comuni coinvolti.

Sostanzialmente, considerato che Maiori, al pari degli altri comuni coinvolti, è priva di reflui industriali e chimici, è opinione, confortata dal parere scientifico di esperti, che per i semplici reflui di natura organica, il pretrattamento e l’immissione in condotta sottomarina siano più che sufficienti ad assicurare un ideale abbattimento di ogni potenzialità inquinante, azzerando gli effetti negativi collaterali dei depuratori per l’ecosistema: CO2, fanghi da smaltire ed alterazione strutturale della linea di costa; comportando, invece, la restituzione di preziosi nutrienti all’ecosistema marino, oggetto di continui prelievi.

Inoltre si fa presente che la comune diffusa convinzione relativa alla necessità, per ogni contesto, della costruzione di impianti di depurazione, così come stabilito dalla normativa europea, è dovuta al fatto che i legislatori della Comunità Europea hanno fatto riferimento alle problematiche inerenti all’immissione nei mari dell’Europa Settentrionale di ingenti quantità di reflui industriali, veicolati in un corpo recettore caratterizzato da scarsissima profondità dei fondali.

Contesto differente da quello della costiera amalfitana dove i reflui industriali sono assenti ed i fondali sono generalmente profondi.

Si sottolinea che a Maiori, la situazione attuale vede un collettamento dei reflui insufficiente, un impianto di pretrattamento attivo non efficiente come quelli ipotizzati e in precario stato di manutenzione, condotte sottomarine vetuste. Nonostante ciò le acque marine vengono classificate, negli ultimi anni da ARPAC, come eccellenti secondo la normativa in vigore.

Da sottolineare ancora come tale situazione sia già operativa in località Marmorata con un pretrattamento spinto e tre condotte sottomarine a servizio di Atrani, Scala, Ravello. Tant’è che l’Architetto Cavaliere in una intervista a “Il Vescovado” si è spinto a dichiarare:<<” Resta il fatto che noi a Maiori portiamo i liquami di Minori ; che poi l’impianto sia di grandi dimensioni,  che in futuro il soggetto gestore decida di collettare anche gli altri comuni è una scelta che non dipende da noi, fermo restando che il progetto prevede che a marmorata arrivano i liquami di Atrani Ravello e Scala,  e a Maiori i liquami di Minori e Maiori. L’impianto di Marmorata, che sarà ultimato entro quest’anno, ce la fa tranquillamente; è dimensionato per i comuni che devono arrivare lì; tant’è che l’attuale condotta sottomarina che è già in funzione a marmorata, ne abbiamo fatto ben tre non una tre, già smaltisce questi  reflui ampiamente pretrattati“.>>

Da segnalare infine il parere del Prof. Maurizio Giugni, Commissario Straordinario Depurazione, che nelle sue lezioni all’Università, ha sostenuto: <<“Lo smaltimento a fondale di acque reflue mediante condotte sottomarine consente da un lato, per effetto dei processi di diffusione nell’ambiente ricettore, di ottemperare agli standard di qualità richiesti dalla normativa vigente e, dall’altro, di allontanare i reflui da aree di particolare interesse ambientale” (come nel caso di specie). È necessario, ovviamente, valutare con attenzione i fenomeni fisici, chimici, biologici, igienici ed estetici conseguenti all’immissione dei reflui     in mare, al fine di minimizzare l’impatto ambientale……. “>>.

 

 

Last modified: 6 Novembre 2021

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