LA COSTIERA COLLASSA. SUPERARE L’EMERGENZA PER TORNARE ALLA PREVENZIONE

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Le recenti frane tra Cetara, Vietri e Maiori non sono fatalità, ma il segnale di un territorio che sta cedendo all’abbandono. Nonostante la narrazione rassicurante delle “piogge eccezionali”, la realtà è che il cambiamento climatico è solo il moltiplicatore di un rischio generato da decenni di incuria.

Il problema: la fine della manutenzione storica In passato, l’economia agricolo-forestale garantiva la stabilità dei versanti attraverso la cura quotidiana di terrazzamenti, canalette e muri a secco.

Oggi, l’abbandono ha trasformato questa “ingegneria del paesaggio” in un pericolo: l’acqua non viene più drenata ma scorre e trascina, causando crolli strutturali.

Gestire il territorio solo tramite l’emergenza (reti e ripristini post-evento) è una strategia destinata al fallimento e non più sostenibile.

La nostra visione: la prevenzione come pilastro La Costiera Amalfitana è Patrimonio UNESCO non come cartolina statica, ma come equilibrio costruito che va mantenuto. Proponiamo di passare dalla gestione del danno a una prevenzione strutturale e continua, basata su:

  • Azione Pubblica: Monitoraggio costante della SS163, istituzione della “Sentinella geologica” e rafforzamento degli uffici tecnici comunali.
  • Supporto ai Privati: Incentivi reali per il ritorno all’agricoltura e programmi di assistenza per la manutenzione dei terrazzamenti e dei muri a secco.
  • Trasparenza e Responsabilità: Definizione chiara delle competenze tra enti e rendicontazione pubblica dei fondi spesi.

Le frane non sono il nostro destino, ma il conto dell’abbandono. È tempo di cambiare rotta e rimettere le persone a presidiare e curare il territorio.

Leggi il nostro comunicato.


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Last modified: 9 Febbraio 2026

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