Maiori, 23 gennaio 2026 – Lettera aperta
Al Presidente della Regione Campania
On. Roberto Fico
p.c.
Giunta regionale, Commissioni regionali competenti in materia di Trasporti, Ambiente, Beni culturali, On. Consiglieri Regionali. Soprintendenza Belle arti e paesaggio
per le Province di Salerno ed Avellino, Dirigente Autorità di Bacino, Distrettuale Appennino Meridionale, Ente Parco Regionale dei Monti Lattari, Ente UNESCO, Agenzia Campana per
la mobilità, le infrastrutture e le reti, Sindaco e Consiglieri comunali Comune di Minori, Sindaco e Consiglieri comunali Comune di Maiori, Comitato No-Tunnel Minori-Maiori, Club per l’Unesco di Amalfi, Centro di Cultura e Storia Amalfitana, Centro Universitario per i Beni Culturali, Italia Nostra: Nazionale – Sorrentina – Salerno, WWF: Nazionale – Campania – Terre del Tirreno, Legambiente Nazionale – Campania APS, FAI Delegazione di Salerno
Oggetto: Riscontro e contestazione della nota congiunta dei Sindaci di Maiori e Minori prot. Par. n. 0000852 del 20/01/2026 – S.S. 163 “Amalfitana” – NA286 – Variante in galleria tra Maiori e Minori (Torre Mezzacapo).
Egregio Sig. Presidente,
con la presente il Comitato “Tuteliamo la Costiera Amalfitana” interviene con urgenza in reazione alla lettera dei Sindaci di Maiori e Minori prot. Par. n. 0000852 del 20/01/2026 che travisa il reale quadro di consenso/dissenso e non affronta il merito delle criticità sollevate da anni dal Comitato, sviando la discussione su argomenti accessori.
Nella lettera dei sindaci si chiede di sostenere l’opera giacché essa sarebbe “richiesta con forza dalle comunità locali”.
In uno Stato democratico, la legittimazione sociale delle scelte pubbliche non deriva da enunciazioni, ma da trasparenza dell’azione amministrativa e delle fasi progettuali, ascolto della comunità, riscontro alle istanze e tracciabilità degli atti assolutamente assenti nel caso in questione.
La formula “richiesta con forza dalle comunità locali” viene utilizzata per orientare una più sensibile azione istituzionale regionale ma risulta infondata; infatti, il Comitato e le Comunità cittadine hanno presentato plurime petizioni popolari, oltre una istanza referendaria a Maiori, che, in 5 anni, hanno raccolto petizioni ed istanze notificate agli Enti ma mai valutate né riscontrate dalle Amministrazioni comunali coinvolte dal progetto.
Le criticità sollevate da anni dal Comitato e dai tanti cittadini – contenute nelle plurime petizioni popolari – sono contenute anche nel documento inoltrato da ultimo al Presidente della Regione prot. 0741944 del 30/12/2025 con oggetto “VARIANTE IN GALLERIA MINORI-MAIORI (ANAS NA286). LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ON. ROBERTO FICO”.
Peraltro, la lettera dei sindaci presenta novelle condizioni a tutela dell’“ingresso di Minori” ma ignora consapevolmente le criticità bloccanti che insistono sul versante di Maiori sotto il profilo paesaggistico, ambientale, idrogeologico e storico-culturale.
Anzi, solo oggi novelle motivazioni richiedono la “promozione” dell’intervento anche con un preteso “alto valore di riqualificazione/valorizzazione” della Grotta dell’Annunziata e del paesaggio, omettendo di riferire che il rischio paesaggistico-idrogeologico-ambientale insiste proprio su Maiori e quel tratto di Costa soggetta a vincolo assoluto apposto dal Ministero della Cultura nel 1990.
Nel merito delle enunciazioni contenute nella missiva in oggetto, va chiarito quanto segue.
Valorizzazione postuma e pedonalizzazione impraticabile.
Dagli atti progettuali emerge che la motivazione storica e documentale dell’opera è legata alla riduzione dei tempi di percorrenza (38 secondi di “risparmio”) e deflusso (superamento del senso unico alternato e del semaforo).
La “valorizzazione” solo oggi viene insinuata quale giustificazione di contorno. Ma la pedonalizzazione della carreggiata e la valorizzazione della Grotta dell’Annunziata – per quanto a nostra conoscenza – non risulta supportata da una progettualità autonoma e attuativa ed è stata richiamata dai Sindaci solo in epoca successiva alle criticità paesaggistico-idrogeologico-ambientali sollevate dal Comitato.
Il Comitato non chiede di “perfezionare” o “qualificare” l’opera con interventi accessori; chiede invece che il livello istituzionale regionale riconosca che la narrazione sulla valorizzazione subentra solo oggi, dopo anni, al fine di sviare l’attenzione dalle criticità ostative all’opera e legittimare un intervento che incide su luoghi di altissimo pregio e vincolo assoluto.
Nel merito, va informato che non sarà mai possibile alcuna pedonalizzazione integrale della carreggiata, in presenza di plurime proprietà private (Castello Mezzacapo e diversi fondi agricoli) con accessi carrabili ivi presenti che manterrebbero quantomeno un diritto di passaggio per l’accesso alla proprietà!
Ed infatti – per quanto a nostra conoscenza – non è stato predisposto né approvato alcun progetto esecutivo di pedonalizzazione del tratto stradale da parte delle Amministrazioni comunali o da ANAS.
Sicurezza risolvibile con passerella esterna: alternativa già approvata e ignorata
Il pericolo per la sicurezza di veicoli e pedoni persiste non per l’assenza di una galleria, ma a causa delle omissioni delle Amministrazioni comunali.
Le Amministrazioni comunali, al fine di giustificare la necessità della galleria, non hanno mai preso in considerazione una proposta di valutazione comparativa tra opere promossa dal Comitato per la realizzazione di una passerella pedonale all’esterno della carreggiata, prevista da un progetto definitivo per il collegamento pedonale tra gli approdi marittimi di Maiori e Minori approvato nel 2007 agli atti del Comune di Minori.
La realizzazione di una passerella pedonale all’esterno della carreggiata esistente parimenti costituirebbe una “passeggiata a mare di bellezza impareggiabile” senza spendere 25 milioni di euro. Se è vero che oggi un “marcapiede … non è realizzabile date le ridotte dimensioni della carreggiata” è altrettanto evidente che sia, ferma la necessità di autorizzazioni, possibile realizzare una passerella esterna, in linea e nel rispetto assoluto del tratto di carreggiata esistente, a servizio dei pedoni (come realizzato negli anni addietro ad Amalfi e Positano) e, in parte, per allargare il tratto di curva (come realizzato negli anni addietro su ampi tratti della 163 per allargamenti della carreggiata addirittura con tagli di roccia) agevolando il transito nel doppio senso di marcia ed eliminando l’impianto semaforico esistente.
Dal 2007 il progetto approvato agli atti del Comune di Minori non è stato realizzato; e l’impianto semaforico (installato provvisoriamente in attesa di realizzare la passerella esterna) è divenuto permanente al fine di giustificare l’opera in questione.
Grotta dell’Annunziata: valorizzazione mai avviata e rischio di danni irreversibili con la galleria.
Allo stesso modo, la mancata valorizzazione della Grotta dell’Annunziata discende in primis dalle omissioni delle Amministrazioni comunali, che negli anni non hanno approvato nessun progetto di recupero e valorizzazione di un sito di straordinario valore ambientale e storico-culturale.
Nel corso degli anni è stato consentito l’esercizio di attività improprie e illegittime sotto il profilo urbanistico, ambientale e idrogeologico, come confermato dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 7724/2024, che impone agli Enti il ripristino dell’area di sedime della Grotta dell’Annunziata, area altresì interessata da sequestro preventivo in un collegato procedimento penale.
Sotto questo profilo, va denunciato che il progetto della galleria non sarà mai strumentale ad una valorizzazione del sito (finora mai oggetto di progettualità comunali di recupero e valorizzazione).
Al contrario, proprio la realizzazione dell’opera rischia di arrecare gravissimi danni a tutto il complesso della Grotta dell’Annunziata – comprensivo di stalattiti, stalagmiti, laghetto naturale, chiesa rupestre del XIV secolo, sistema di ulteriori cavità carsiche e grotte sotterranee in parte ancora inesplorate, falde acquifere sospese – nonché del tratto di litorale sottoposto a vincolo ministeriale, del fronte roccioso, del Vallone di San Francesco.
La lettera dei sindaci richiama prescrizioni e condizioni legate all’“uscita lato Minori” e alla tutela dell’ingresso/lungomare di Minori ma omette di affrontare, né pone condizioni, sul tratto di Maiori dove insistono i profili più critici ed ostativi all’opera; la missiva relega a tema secondario il punto decisivo, rappresentato proprio dalla Grotta dell’Annunziata e dal tratto di litorale di Maiori vincolato, fronte roccioso e sistema delle cavità soggetti a vincolo assoluto apposto dal Ministero della Cultura nel 1990.
Il Comitato sottolinea che una tutela “a geometria variabile” (Minori al centro, Maiori sullo sfondo) è incoerente con la natura del bene e con la localizzazione dei rischi e dell’impatto maggiore.
Il Comitato evidenzia come, nella lettera i Sindaci invocano una generica “valorizzazione” della Grotta, ma non informano che proprio l’opera in questione rischia di arrecare un impatto devastante al complesso carsico sotterraneo, né pongono alcuna condizione di tutela del tratto di Maiori soggetto a vincolo assoluto né tantomeno alla “impareggiabile” trasformazione paesaggistica nel punto di massimo pregio sottoposto a vincolo assoluto dal 1990.
Il Comitato richiama, invece, che il pregio e la fragilità del complesso carsico (costituito dalla Grotta e comprensivo di stalattiti, stalagmiti, laghetto naturale, chiesa rupestre del XIV secolo, sistema di ulteriori cavità carsiche e grotte sotterranee in parte ancora inesplorate, falde acquifere sospese) non possono essere trattati come “tema di cornice”: sono il fulcro dell’istruttoria e, se non risolti, impediscono la prosecuzione del progetto.
Il Comitato evidenzia che il contesto della Grotta e del versante di Maiori presenta profili di vulnerabilità (carsismo, equilibrio idrico, interferenze con acque e falde) che non possono essere liquidati come aspetti secondari. Tali criticità costituiscono elementi ostativi e impongono un ripensamento radicale dell’intervento.
In sostanza la tutela prioritaria del tratto di litorale di Maiori sottoposto a vincolo e del complesso carsico della Grotta dell’Annunziata sono condizioni bloccanti.
Un serio progetto di tutela e valorizzazione della zona sottoposta a vincolo ministeriale potrà discendere solo da una progettualità specifica, espressamente riservata al sito, e non può certamente dipendere dalla realizzazione di un traforo in roccia che, proprio quel sito, rischia di distruggere nelle sue porzioni più critiche e nascoste.
Omissioni decisive: criticità tecniche, tempi lunghi e rischi sismici-sanitari dei cantieri.
Sotto altri profili, la lettera dei sindaci omette di riferire ulteriori circostanze fondamentali discendenti dall’opera in questione e/o dai relativi cantieri. In particolare, la missiva omette di riferire che:
- in virtù delle norme tecniche di costruzione delle strade, l’uscita della galleria sul tratto di Minori non potrà essere “a gomito” come richiesto dal Sindaco di Minori ma necessariamente dovrà prevedere un’uscita a più ampio raggio; a titolo di esempio, si consideri che le gallerie “Porta Ovest” di Salerno – pur concluse dopo oltre 10 anni di lavori – non sono aperte al traffico in assenza di “rampe” idonee sul tratto “caselli autostradali”;
- i tempi di costruzione dell’opera, che di fatto “sequestreranno” il porto di Maiori – incluso nel preavviso di esproprio di ANAS quale area di cantiere – con una durata potenzialmente pluriennale e con impatto prolungato;
- sul pericolo derivante dalle sollecitazioni “sismiche” (esplosioni e trivellazioni) e l’integrità della zona (abitazioni private di Maiori e Torre di Minori, Convento e Chiesa di San Francesco, emergenze ambientali e storico-culturali del complesso carsico della Grotta dell’Annunziata, delle falde acquifere sospese);
- sul rischio sanitario derivante da polveri delle lavorazioni.
Responsabilità, priorità della Costiera ed etica dell’uso di risorse pubbliche – valutazione comparativa tra opere alternative.
Il Comitato chiede che la Regione valuti l’opera anche sotto il profilo della economicità, utilità comparata e priorità del territorio.
In un contesto con esigenze urgenti (viabilità esistente, sicurezza diffusa, vulnerabilità idrogeologica, tutela dei beni paesaggistici e culturali), appare doveroso verificare se l’impiego di risorse pubbliche su questa opera, le relative progettazioni ed indagini accessorie sia giustificato e non configuri un impiego sproporzionato rispetto a benefici limitati (se non assenti) o trasferiti altrove.
Parimenti, il Comitato ha più volte richiesto agli Enti competenti, tramite petizioni popolari ed istanza referendaria, una valutazione comparativa tra opere mai operata né valutata dalle Amministrazioni comunali.
Inoltre appare ormai palese come il Comune di Maiori, in virtù della sentenza del Tribunale di Salerno del 04/12/2025, abbia illegittimamente ritardato la valutazione di ammissibilità dei quesiti referendari da parte della Commissione prevista dallo Statuto comunale, e nei fatti abbia ostacolato la potenziale celebrazione dei referendum comunali, ove ritenuti ammissibili.
A parere del Comitato, la passerella pedonale a latere della 163 ed un lieve slargo del tratto in curva rappresentano un’alternativa assolutamente rispettosa del sito sotto il profilo paesaggistico-idrogeologico-ambientale e coerente sotto il profilo costi-benefici economici.
Richieste conclusive al Presidente della Regione
Il Comitato chiede che:
- Si prenda atto che l’affermazione “richiesta con forza dalle comunità locali” è palesemente contestabile e non può fondare alcuna iniziativa di sostegno senza acquisire agli atti le petizioni e le istanze contrarie già trasmesse.
- Si rifletta sul “promuovere” l’opera sulla base di una narrazione di “valorizzazione” usata come cornice e non come istruttoria seria sui profili ostativi;
- Si ricostruisca un’istruttoria completa sulle incongruenze emerse: tutela sbilanciata su Minori e sostanziale omissione/assenza di valorizzazione delle criticità ostative presenti sul fronte Maiori (Grotta, cavità carsiche, litorale vincolato, falde sospese, vallone San Francesco);
- imponga una posizione istituzionale volta ad un riesame complessivo del fronte di Maiori come baricentro per una effettiva tutela di straordinarie emergenze paesaggistiche-storico-culturali abbandonate da troppo tempo.
Cordiali saluti
Comitato Tuteliamo la Costiera Amalfitana
Allegati
Last modified: 23 Gennaio 2026
